giovedì 29 gennaio 2015

Temi della poetica romantica nei Lieder


Il Lied (plurale Lieder) è il genere musicale tipico del Romanticismo tedesco, l'incontro sublime tra la poesia e la musica.
Leggendo i testi delle poesie dei Lieder, possiamo individuare alcuni tra i temi più tipici della poetica romantica tedesca. La stagione primaverile, con le immagini degli uccellini, dei prati verdi, dei fiori, rappresenta il fiorire dei migliori setimenti e ideali dell'anima, mentre al contrario l'inverno con il freddo, l'oscurità, il vento impetuoso, è rappresentazione della solitudine, della lontananza, della perdita. In Winterlied di Mendelssohn si nota come il quadro naturalistico sia inserito in un contesto di leggenda nordica, che rafforza il sentimento con il suo carattere narrativo e misteriosamente evocativo. 
 
Ed arriviamo a toccare la parola chiave, il luogo tipico, la Sehnsucht, quel sentimento di nostalgia, di struggimento, che è orientato alle persone e alle cose perdute, certamente, ma anche, e soprattutto, a quelle irraggiungibili, a desideri e sogni anche indefiniti; quell'anelito all'infinito che esprime il senso più profondo della crisi romantica e che Kierkegaard (1844) espliciterà nel termine angoscia (Angst in tedesco, in danese Angest).

Suleika, canto di amore struggente e ardente nostalgia, è un testo del sommo poeta Goethe. E poi il tema dell'errare, il viaggiare, la vitalità accesa del viandante (qui è Heine il poeta di riferimento), cui si contrappone la nostalgia della terra natale e della giovinezza perduta.

E ancora, l'artista vola sulle ali del canto (Auf Flügeln des Gesanges): è il canto spiegato, ideale supremo del Romanticismo musicale; la voce umana come modello anche per gli strumenti, a partire dal pianoforte: ed ecco dunque i Lieder ohne Worte (Canti, ossia Romanze senza parole). Ed infine il fiabesco come descrizione narrativa di ciò che è oscuro e nascosto all'analisi razionale: la ridda delle streghe, il demoniaco, gli spiriti benefici o malefici che rappresentano la parte oscura e segreta di ogni persona, anticipazione evidente di ciò che in ambito scientifico scoprirà la psicoanalisi.

sabato 10 gennaio 2015

L'educazione e la musica nell'antica Grecia

Musa della danzaNella cultura della Grecia antica il pensiero pedagogico sviluppò la riflessione sulle finalità dell'educazione, sintetizzate nel concetto di ἁρετή (aretè), che indica abilità, eccellenza, forza, agilità, ma anche qualità morali, quali ad esempio la bontà, il coraggio; si potrebbe sintetizzare tutto ciò con la parola virtù (virtus in latino), cioè lo sviluppo di tutte le migliori qualità di comportamento e di pensiero, che possono essere realizzate mediante l'educazione.
Mentre a Sparta prevaleva una cultura militare e l'educazione era dunque rigidamente orientata ad una dura disciplina del corpo e dell'animo, la civiltà di Atene sviluppò (a partire dal VI sec. a. C.) concetti nuovi, che hanno influenzato tutta la cultura occidentale successiva: la forma sociale della democrazia (dovuta allo sviluppo delle attività commerciali e mercantili) significava anche l'emancipazione del singolo individuo da una rigida sottomissione alla collettività; il diritto venne regolamentato da leggi scritte, secondo l'ideale della δίκη (dìke), che significa regola, da cui diritto e quindi giustizia; l'educazione dei fanciulli, παιδεία (paidèia), non fu più limitata ai valori della guerra e dell'ardimento fisico, ma comprese una sensibilità estetica, definita μοΰςα (musa), cioè la cultura delle Muse, da cui deriva anche, etimologicamente, la parola musica; l'obiettivo più alto dell'educazione fu la πολυμάθεια (polimàzeia), cioè la conoscenza di molti saperi, per conseguire la καλοκαγαθία (kalokagathìa), parola che sintetizza gli aggettivi bello e buono e dunque esprime la sintesi di tutte le virtù, sia estetiche che morali.
In questo progetto educativo, la musica e la danza ebbero un grande rilievo, integrate in un ideale di armonia euritmica tra corpo e psiche.
Si tratta in conclusione di una educazione disinteressata, cioè non finalizzata ad un obiettivo strumentale o al semplice apprendimento di una professione.