lunedì 4 marzo 2013

Accenti musicali nel tempo di marcia

Uno studente ha posto un quesito sulla Marche in Mi bemolle Maggiore BWV Anhang 127, contenuta nel "Notenbüchlein für Anna Magdalena Bach".

La domanda riguarda l'esecuzione del tempo di marcia, che nella scrittura assomiglia al 4/4, ma in realtà è un 2/2: come far sentire la differenza? E chiede anche: se il revisore indica 76 alla mimima, che differenza c'è rispetto ad un 152 alla semiminima?

La velocità dipende dall'interpretazione

Dal punto di vista matematico è la stessa cosa: 76 alla minima equivale a 152 alla semiminima. Ma dal punto di vista musicale è diverso: significa che la musica deve essere pensata in due movimenti per battuta, anziché in quattro. Se ti sembra troppo veloce, puoi eseguirla un po' più lentamente, ma l'importante è mantenere questa intenzione di ritmo in due movimenti, che è proprio della marcia. Tieni presente, infatti, che i valori di metronomo sono puramente indicativi, l'intepretazione musicale non li intende mai in modo rigido.  Prova perciò a studiare il pezzo alla velocità di 60 per minima: prova innanzitutto a cantare le parti a questa velocità (la destra soprattutto, ma anche la sinistra!) per abituarti a questa scansione.


BWV Anhang 127

Una questione di accenti

La differenza di esecuzione tra il 4/4 e il 2/2 è una questione di accenti. Ad esempio: nella battuta 1 (a parte il levare mi bemolle-sol, che ovviamente si appoggia sul si bemolle in battere) è interessante la figurazione in ottavi (do-re-mi bem-si bem) seguita dal sol di un quarto: l'appoggio va dato sul mi bemolle e non certo sul do, né sul sol di fine battuta; il successivo appoggio sarà sul successivo sol (ottavo) che inizia la battuta 2. Nota che il ritmo della mano sinistra aiuta la scansione ritmica.

Interessante poi la battuta 5, dove iniziano le terzine: troviamo una terzina di ottavi (fa-mi bem-re), dove chiaramente ci appoggiamo sul fa, poi due re (ottavi), che non devono essere accentati, mentre invece potremo appoggiarci un poco sul re successivo, che inizia la successione di ottavi re-fa-mi bem.-re; le battute successive vanno eseguite analogamente: evitare gli accenti sul secondo e sul quarto movimento, a meno che non ci sia una sincope (come accade a batt.3), che è l'evidente "eccezione alla regola" ed in ciò trova il suo senso.