venerdì 7 ottobre 2011

Per Elisa

Beethoven era un compositore maturo, non un principiante, quando scrisse questa celebre "pagina d'album", tanto amata ancora oggi dal pubblico degli ascoltatori ed anche dai bambini.
Non era certo un principiante: aveva infatti già scritto sei delle sue nove Sinfonie, ventisei delle sue trentadue Sonate per pianoforte e tutti i cinque Concerti per pianoforte ed orchestra.
Il giorno 27 aprile 1810 il compositore quarantenne dedicò questo breve pezzo ad una Elise, che forse era una Therese e forse una Elizabeth..

Con questa composizione, come con altre sue "bagatelle", Beethoven anticipò l'uso della forma breve pianistica, che poi divenne tipica nei compositori romantici, quali ad esempio Chopin e Schumann.

La breve composizione è in forma di Rondò, nel quale il tema principale, in la minore, si alterna ad altri episodi, ora lirici, ora drammatici, secondo una sequenza A-B-A-C-A.

Il ritmo elastico del celebre tema iniziale, il suo esitare nell'alternanza di due suoni, ci danno l'idea di una domanda, oppure di un sospiro, un delicato indugiare dell'anima in cerca di qualcosa e, in definitiva, di se stessa.

Mi pare molto importante eseguire questa pagina con una elasticità ritmica che dia il senso di questo esitare. Nella effusione lirica del secondo episodio, il pianoforte evoca esplicitamente la vocalità: pensiamo ad una voce femminile acuta e leggera.

La postura e i movimenti del corpo, l'elasticità e la scioltezza della mano, dell'avambraccio e del braccio, di tutto il corpo, sono dunque necessari non solo per il benessere dell'esecutore, ma anche per riuscire ad ottenere dallo strumento le infinite sfumature della sua tavolozza sonora.

Con un breve video desidero fare omaggio di una mia esecuzione, nella quale evidenzio le posizioni e i movimenti più corretti per una efficace realizzazione pianistica.

4 commenti:

  1. GRAZIE PER QUESTA NOTIZIA!!
    non si finisce mai di apprendere.

    saluti

    saverio

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  2. Grazie a te dell'attenzione, Saverio!

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  3. Bellissimo blog grazie per queste preziosissime lezioni e consigli Prof. Sfredda!!!!

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