venerdì 10 giugno 2011

Intonazione ed emissione: aspetti terapeutici

Molte persone esitano ad affrontare l'esperienza di un coro (e, prima di essa, una qualsiasi esperienza di educazione musicale di base) perché si ritengono "stonati". Ma i veri "stonati" sono una esigua minoranza. I problemi di intonazione spesso sono risolvibili: possono avere cause tecniche (un errato uso del corpo nell'emissione del suono), oppure cause psicologiche, che il docente deve saper cogliere per aiutare il discente ad affrontarle e risolverle. Spesso i due tipi di causa sono bene intrecciati, ma ciò accade anche agli studenti di musica che vogliono diventare professionisti, sia ben chiaro! E spesso gli insegnanti dell'Alta Formazione (Conservatorio) non sanno cogliere questo nesso tra la causa tecnica e la causa psicologica.

Viceversa, liberare il corpo può aiutare a liberare la mente e gli ingorghi dell'inconscio. E allora la corretta emissione, che conduce alla corretta intonazione, rivela anche valenze terapeutiche. La respirazione corretta è innanzitutto un beneficio per il corpo: svilupparne la consapevolezza è un grande medicamento naturale, come ben si sa. 

Al tempo stesso, la respirazione produce l'emissione del suono vocale; la varietà e il controllo dei procedimenti respiratori implica la varietà e il controllo degli effetti vocali. L'intonazione stessa ne viene implicata. 

La correttezza dell'intonazione deriva dunque anzitutto da una consapevolezza della fisiologia della respirazione; poi viene rafforzata dall'approfondimento delle competenze di ascolto.

A questo punto si capisce che i veri "stonati" sono solo una rara eccezione. E il lavoro sviluppato a partire dall'esperienza vissuta del corpo avrà rivelato importanti effetti terapeutici, prima ancora che musicali.

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